Come professionisti delle Risorse Umane ci troviamo spesso a dover gestire una miriade di compiti, alcuni piacevoli e altri un po’ meno. Tuttavia, la domanda chiave da porsi è semplicemente questa:
“Il mio lavoro sta aggiungendo valore?”
Man mano che le organizzazioni puntano a una maggiore produttività e, oso dire, innovazione, dobbiamo attribuire molto più valore al nostro tempo e al nostro contributo in azienda. Ora, molte persone valutano il proprio tempo in base allo stipendio che ricevono ogni settimana/quindici giorni/mese ecc., ma credo che poche di queste stiano leggendo questo blog. Per noi che invece siamo qui, migliorare in ciò che facciamo è importante. Qui però entra in gioco un piccolo equilibrio: mi è capitato più volte che manager o, più probabilmente, dirigenti mi chiedessero di partecipare o coordinare attività che in realtà hanno un valore limitato (e sono probabilmente generoso a definirle di valore limitato). Se la spiegazione del perché questo lavoro non abbia valore non convince il tuo manager o dirigente, di tanto in tanto capita che si imponga l’idea di fare X solo perché "è una cosa carina da fare"; la mia risposta è che ci sono tante cose "carine" che potremmo fare e che realmente portano beneficio all’azienda e al dipendente – perché non facciamo quelle?
Se tutto ciò non funziona, hai due possibilità: portare a termine il compito così da liberare tempo per concentrarti su attività di valore, oppure trovare il modo di aggiungere valore al progetto stesso. Di solito cerco quest’ultima via, che spesso comporta una riformulazione del progetto o l’aggiunta di elementi che gli conferiscano valore. Due dei migliori esempi di questo approccio provengono da ambiti esterni alle Risorse Umane, ma credo che possano essere significativi anche per voi. Il primo riguarda il successo del primo iPhone: faceva molte delle cose che già facevano gli smartphone precedenti come il Blackberry, ma perché ebbe così tanto successo? Steve Jobs e il suo team riformularono quel prodotto: da un focus business a uno rivolto ai consumatori, in parte tramite il marketing e in parte grazie all’usabilità. Lo smartphone non serviva più solo a controllare le email di lavoro, ma permetteva di ascoltare musica, guardare recensioni prima di acquistare o noleggiare un film, insomma era per il grande pubblico. Sì, alla base rimaneva uno smartphone, ma il modo in cui ne fu riformulata l’applicazione fu fondamentale per il suo successo. Il secondo esempio è Dell e la sua ascesa che l’ha portata ad essere a un certo punto il terzo maggior produttore di PC al mondo. Molte aziende producevano PC, ma la visione di Michael Dell era permettere a ognuno di costruirsi il proprio PC e riceverlo direttamente a casa. Anche in questo caso, riformulare il concetto di PC affinché diventasse "quello che hai assemblato tu stesso" si rivelò un enorme successo, e il valore aggiunto era chiaro: Dell si distingueva in un mercato piuttosto affollato.
Quindi è questa la domanda che devi porti: sto aggiungendo valore o sto semplicemente incassando uno stipendio? Se la tua risposta è lo stipendio, sappi che molte persone lo fanno e più potere a loro; ma per me e per molti altri non basta avere solo qualche euro in più sul conto a fine mese. Quello che davvero conta è sapere di aver dato valore, e forse, solo forse, di aver migliorato anche un po’ la vita di qualcun altro grazie al mio lavoro.
