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Key Takeaways

La flessibilità non è solo una tendenza: La revoca della flessibilità negli ambienti di lavoro sta prendendo piede nonostante le prove dimostrino che soluzioni flessibili aumentano produttività e coinvolgimento dei dipendenti.

Questioni di controllo alla base delle decisioni sul ritorno in ufficio: Molti leader che spingono per il ritorno in ufficio sono motivati più dal desiderio di controllo che da reali esigenze di produttività, a dimostrazione di sfide organizzative più profonde.

La ricerca svela motivazioni nascoste: Gli studi dimostrano che i mandati di ritorno in ufficio spesso derivano da paure manageriali e attribuzioni erronee, piuttosto che da reali esigenze di performance aziendale.

I dati confermano i benefici del lavoro flessibile: Numerosi dati supportano i vantaggi del lavoro flessibile, mettendo in discussione la narrativa secondo cui la presenza in ufficio sarebbe intrinsecamente più produttiva.

La revoca della flessibilità per i dipendenti e la richiesta obbligatoria di ritorno in ufficio (RTO) hanno guadagnato terreno tra le aziende nel 2024, come dimostrato da importanti realtà come Boeing che hanno imposto la quasi totalità della settimana lavorativa in presenza e Amazon che ha dichiarato che obbligherà i dipendenti degli uffici a rientrare a partire da gennaio. 

I leader spesso citano il miglioramento della produttività e dei risultati finanziari come giustificazione di queste decisioni. Tuttavia, questa tendenza solleva interrogativi, soprattutto considerando le crescenti prove a favore dei vantaggi degli assetti di lavoro flessibile in termini di produttività, coinvolgimento dei dipendenti e crescita organizzativa.

Una ricerca recente guidata dal Professor Mark Ma dell'Università di Pittsburgh fa luce sulle complesse ragioni che portano i leader organizzativi ad aderire alle richieste di RTO, rivelando motivazioni che si discostano sensibilmente dagli obiettivi dichiarati di miglioramento della produttività e delle performance finanziarie. 

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La ricerca mostra che la spinta al RTO è più strettamente legata al desiderio manageriale di controllo e all'inclinazione ad attribuire le scarse prestazioni organizzative al personale, piuttosto che a strategie basate su dati oggettivi per aumentare il valore aziendale.

Cosa mostrano i dati sui ritorni in ufficio?

Contrariamente alla narrazione dominante, i dati estesi sulle modalità di lavoro flessibile mostrano vantaggi significativi. 

Un rapporto recente di Thumbtack rivela che il lavoro da remoto può aumentare efficienza e produttività, mettendo in discussione il presupposto che la presenza fisica in ufficio sia intrinsecamente più produttiva. Nel frattempo, le analisi di McKinsey e Aquent evidenziano che i modelli ibridi e a distanza favoriscono i team e stimolano adattabilità e successo organizzativo.

L'imposizione di direttive RTO rigide e dall'alto, senza il consenso dei dipendenti, può avere effetti dannosi, tra cui aumento del turnover e calo della motivazione, come indicato nel Return-to-Office Playbook di McLean & Company e in ulteriori studi di settore. 

Questi risultati sottolineano il divario tra gli esiti percepiti e quelli reali delle politiche RTO imposte.

Lo studio del Dr. Ma si approfondisce ulteriormente nelle motivazioni alla base delle decisioni RTO tra le aziende S&P 500, mettendo in discussione la visione tradizionale secondo cui queste politiche mirerebbero principalmente a migliorare produttività e valore dell’azienda. 

La ricerca non riscontra un collegamento significativo tra le partecipazioni finanziarie degli amministratori delegati nelle loro aziende e l’attuazione delle politiche di RTO, suggerendo quindi che gli incentivi finanziari potrebbero non essere il principale motore di queste scelte.

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Se non è una questione di soldi, allora quale?

Lo studio indaga l’ipotesi che i mandati RTO possano servire come tattica di distrazione da parte del management per deviare la colpa delle scarse performance organizzative dalle carenze strategiche o gestionali verso la forza lavoro. 

Questa ipotesi è supportata da una correlazione tra direttive RTO e pessima performance azionaria, suggerendo che tali norme sarebbero utilizzate per dare un segnale di azione ad azionisti e mercato, nonostante la reale efficacia di tali misure nel risolvere le cause profonde delle difficoltà aziendali sia discutibile.

Inoltre, la ricerca suggerisce che i mandati RTO possano riflettere il desiderio, da parte di alcuni leader, di riaffermare controllo e autorità nell’organizzazione, in particolare là dove i CEO manifestano tendenze alla ricerca di potere, come si evince da ampi divari salariali all’interno del team dirigente. 

Questa prospettiva mette in evidenza il ruolo delle dinamiche di potere organizzativo e il potenziale delle politiche RTO come strumento per rafforzare strutture gerarchiche tradizionali, in contrasto con la tendenza verso maggior autonomia e flessibilità favorita dal lavoro da remoto. 

Dipende però da chi sei, suppongo, perché il desiderio che la tendenza continui è probabilmente anche uno specchio di come gli stessi dirigenti vivono l’esperienza lavorativa. 

Come ha affermato Keri Ohlrich, fondatrice e CEO di Abbracci Group, in una recente puntata del podcast People Managing People: “CEO e dirigenti sono principalmente uomini. E se sei un uomo che ricopre il ruolo di CEO, pensa a quando entri in ufficio: quanto è piacevole la tua vita. Non sto dicendo che tu non debba lavorare, ma hai tante persone che si occupano di te. C’è qualcuno che ti porta il pranzo, tutta la tua giornata è pianificata.”

“Ti sposti semplicemente da una stanza all’altra. Ecco cosa non devi affrontare: non hai il cane che abbaia. Non c’è il corriere che suona. Non devi prendere il bambino a scuola. È come un mondo perfetto quando vai in ufficio, se sei un CEO. Quindi perché non dovresti desiderarlo?”

Conseguenze delle politiche RTO

La ricerca offre una valutazione approfondita di come i mandati RTO influenzino stakeholder organizzativi cruciali, in particolare dipendenti e azionisti. 

Un aspetto fondamentale di questa analisi riguarda la soddisfazione dei dipendenti, per la quale lo studio si avvale di dati estesi provenienti da piattaforme come Glassdoor per misurare le ripercussioni dei mandati RTO sul sentimento dei dipendenti

I risultati rivelano un notevole peggioramento nella soddisfazione lavorativa, nell'equilibrio tra vita privata e lavoro e nella percezione del management dopo l'implementazione delle politiche RTO. Questi esiti mettono in discussione la convinzione convenzionale secondo cui il ritorno in ufficio migliori la collaborazione e la cultura aziendale, mostrando invece che tali mandati influiscono negativamente sul morale dei dipendenti e sull'armonia organizzativa.

La ricerca non rileva alcuna evidenza significativa che i mandati RTO contribuiscano positivamente ai parametri finanziari o alla posizione sul mercato delle aziende. 

Questa scoperta mina criticamente le argomentazioni di base spesso utilizzate per sostenere un ritorno a modelli di lavoro tradizionali centrati sull'ufficio, evidenziando una disconnessione tra le motivazioni RTO e i reali risultati organizzativi.

Pregiudizi in gioco 

I bias cognitivi che influenzano le decisioni della leadership riguardo alle politiche RTO, in particolare lo status quo bias e il confirmation bias, vengono qui illustrati. 

Lo status quo bias, caratterizzato da una preferenza per le condizioni esistenti e da una resistenza al cambiamento, porta i leader a mantenere modelli lavorativi centrati sull'ufficio nonostante le evidenze a favore di altre modalità di lavoro. Questa inclinazione verso ciò che è familiare può indurre i leader a ignorare i bisogni evolutivi della forza lavoro e le nuove tendenze del mondo del lavoro, potenzialmente soffocando l'innovazione e l'adattabilità all'interno dell'organizzazione.

Il confirmation bias aggrava ulteriormente le sfide decisionali, portando i leader a riconoscere selettivamente solo le informazioni che rafforzano le proprie convinzioni sui modelli lavorativi. 

Questo bias può distorcere la valutazione tra lavoro da remoto e lavoro in presenza, portando a decisioni che privilegiano le convinzioni personali rispetto all'analisi oggettiva dei dati complessivi sul rientro in ufficio.

Implicazioni per i professionisti delle Risorse Umane 

Le intuizioni emerse da questo studio rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti HR e i leader organizzativi, offrendo una prospettiva basata sulla ricerca che permette di mettere in discussione e ripensare l'efficacia e le motivazioni alla base del rientro in ufficio

Man mano che i professionisti HR affrontano la complessità delle politiche sul luogo di lavoro in un mondo post-pandemico, diventa essenziale comprendere gli impatti articolati delle decisioni RTO sulla soddisfazione dei dipendenti e sulle prestazioni organizzative. 

Sebbene attualmente si osservi una tendenza verso il RTO, la visione a lungo termine continua a favorire modalità di lavoro inclusive che rispettino sia il benessere dei dipendenti sia gli obiettivi organizzativi. È preferibile che i leader non investano eccessivamente in un futuro ancorato esclusivamente alla presenza fisica.