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I lettori assidui sapranno che non sono un grande fan delle verifiche delle referenze; il contesto di ciò è che, rispetto ad altre metodologie di selezione, hanno una validità predittiva piuttosto bassa – cioè la loro capacità di aiutare a selezionare il miglior candidato tra quelli presenti non è elevata. Questo può portare alcuni, me compreso, a riflettere sulla loro inclusione nei processi di selezione. In effetti utilizzo le verifiche delle referenze, ed ecco come e perché.

Effettuo le verifiche delle referenze dopo aver preso la mia decisione su chi sia la persona migliore. Non permetto che le verifiche delle referenze influiscano negativamente sulle metodologie di selezione migliori, come i colloqui strutturati, ma le utilizzo per confermare alcuni punti. In primo luogo, parlo sempre con il referente tramite il centralino dell’azienda, non utilizzo il numero diretto che il candidato ha fornito. Inoltre, confermo anche il titolo di posizione del referente mentre parlo con il/la receptionist o con l’operatore del centralino. Quindi, con questa telefonata, senza basarmi sull’opinione di nessuno, ho già stabilito che il referente è reale, lavora per l’azienda e ha il titolo lavorativo uguale o simile (capita a volte che ci siano promozioni o ristrutturazioni) a quello che il candidato mi ha comunicato. Durante le verifiche delle referenze bisogna cercare i fatti il più possibile, quindi in due minuti ho già confermato due informazioni importanti: il referente effettivamente lavora in quell’azienda e se il suo titolo lavorativo corrisponde a quanto detto dal candidato. A questo punto sono al telefono con il referente, di solito le mie domande sono piuttosto brevi (a meno che qualcuno della commissione di selezione non abbia posto una domanda specifica – e spesso non necessaria). Chiedo se riassumerebbero quella persona e se, se fossero al mio posto come potenziale datore di lavoro, c’è qualche informazione aggiuntiva che vorrebbero conoscere sul candidato. Occasionalmente chiedo al referente di approfondire una domanda specifica, magari una a cui il candidato non è riuscito a dare tutte le informazioni dettagliate che avrei voluto. Tuttavia, questa linea di domande non è qualcosa che faccio sempre: se sto facendo delle verifiche delle referenze, vuol dire che ho già un’idea chiara di chi assumerò. Il mio vero interesse non è tanto in ciò che ha da dire il referente, quanto nell’assicurarmi che il candidato sia stato onesto nella sua candidatura.